lunedì 8 febbraio 2010

Mi da fastidio la luce della neve


Questo è uno stralcio di un mio post in una discussione sull'amicizia tra uomo e donna.

Ed è tutta per TE

Come già detto a lalla, con annessi commenti scabrosi, io ho un migliore amico con cui condivido ogni sorta di pensiero o evento, ed è un uomo.

E' felicemente fidanzato, ma da 4 anni a questa parte è forse una delle persone più importanti della mia vita. Mi è capitato, lo ammetto, di pensare a volte "chissà se in un futuro succederà qualcosa" ma poi lo guardo bene, ci parlo un po e mi rendo conto che (almeno per ora ) oltre non voglio andare. Mille mila volte ci siamo promessi che se fra 15 anni ci troviamo soli e disperati, ci saremmo sposati. Più e più volte sua madre si domanda se la vera fidanzata sia Greta (la sua morosa appunto) o io .

Fatto sta che a differenza di altri amici uomini che ho, con cui affrontare determinati argomenti va a sottlineare la differenza fra uomo e donna appunto, con il mio migliore amico non succede. Siamo come due essenze che combaciano in molte cose, opinioni e modi di fare, passioni e abitudini. Nonostante appaia come l'occasione perfetta per fare di lui l'uomo della mia vita, è il mio migliore amico, non il mio fidanzato. Alla fine ora come ora è l'uomo della mia vita, per quanto, per l'amor del cielo, abbia avuto fidanzati, durante questa splendida amicizia, lui si è dimostrato sempre in un certo senso superiore quasi a voler elogiare chi dice che gli amori vanno e vengono, ma gli amici rimangono per sempre.


Detto ciò per la mia personale esperienza, se si riesce a trovare quella persona speciale, anche senza un legame fisico, non importa se sia uomo o donna. Per noi sarà quello che il destino ha scelto.

Per quanto sia "sola" da più di anno, avere un amico come lui, non me lo ha mai fatto pesare .

...Ok ok pare più un elogio al mio Jo piuttosto che uno scambio di opinioni << ... Però mi pare si capisca che secondo me si può fare




Il concetto << ... Jo ti voglio bene!

mercoledì 23 dicembre 2009

Oh rabbia [cit.]

Che schifo, incredibile come una canzone possa rovinarti la giornata. Riesumare strazianti pensieri che ti fanno contorcere l'intestino, cose che magari avevi faticato come un cane per cancellare o mettere per un po da parte.

Cazzo.

Che odio.

Che voglio di picchiare, di mandare a farsi fottere qualcuno che alla fine non ha fatto niente...

"Perchè quello che ti spacca, che ti fa fuori dentro... Forse parte proprio da chi sei."

mercoledì 25 novembre 2009

I won't give up

L'ennesima illusione,
l'ennesimo sogno ad occhi aperti,
che svanisce in un millesimo di secondo per una frase,
una parola.


Sono stanca...

Ma l'illusione continua a correre. Non so come fermarla.







So close to midnight
Under the streetlights
Leaving behind what I don’t need

I’ve walked like a blind man
and my eyes are open
And You are the only place for me

Won’t you hold on just for a while
Please don’t give up on me tonight

Coz I’m on my way
I chased the day
Yeah I’ll keep running all night

I just won’t rest to catch my breath
I will run every red light

To get to you
No I will get to you
No I will get to you

I’ll chase past the tail lights

Head for the skyline

Hoping that, that won’t change your faith

I see them appearing
The cracks in the pavement
www.musicloversgroup.com
Running I pray I’m not too late

Won’t you hold just for a while
Please
Please don’t give up on me tonight

Coz I’m on my way
I’ll chase the day
Yeah I’ll keep running all night

I just won’t rest to catch my breath
I will run every red light

To get to you
No I will get to you
No I will get to you
I will

I’ll get to you
Just hold on a little longer
I’ll get to you
Oh just don’t give up on me
I will get to
I will get to
I will get to you

Coz I’m on my way
I chased the day
Yeah I’ll keep running all night

just won’t rest to catch my breath
I will run every red light

To get to you
No I will get to you
No I will get to you
I will

I will get to
I will get to
I will get to you



Video

giovedì 19 novembre 2009

Mai parole furono più adatte...

Questo è un giorno da vivere
se non si può descrivere
di un amore impossibile
rimangono le briciole
soltanto scuse insostenibile
da qualche tempo eri tu con me
Non c’è più niente niente niente
che mi leghi a te
mi sento un vuoto da disperdere
occare il fondo per capire che
è un nuovo giorno senza te.
Questo male di vivere
che non mi fa decidere
delle notti romantiche
il ricordo fa piangere
sebbene cercherò di illuderti
da questa nuova immensità che c’è
Non c’è più niente niente
niente che mi leghi a te
è un grande vuoto
in fondo all’anima
tu dimmi un pò di che colore
è un altro giorno senza te
Ma da sempre chi ama di più
è costretto a soffrire
e ti giuro che io ritornerò
molto in alto a volare
e quando io saro più lucida
quando io non sarò più innamorata di te..
Non c’è più niente
niente niente che mi leghi a te
ma non è facile difendersi
e sono ancora troppo fragile
in questo gioco senza te
Questo è un giorno da vivere
se non si può descrivere…

sabato 14 novembre 2009

Voglio ballare fra un milione di lucciole







VIDEO HD


You would not believe your eyes

If ten million fireflies
Lit up the world as I fell asleep

'Cause they'd fill the open air
And leave teardrops everywhere
You'd think me rude
But I would just stand and stare

I'd like to make myself believe
That planet Earth turns slowly
It's hard to say that I'd rather stay
Awake when I'm asleep
'Cause everything is never as it seems

'Cause I'd get a thousand hugs
From ten thousand lightning bugs
As they tried to teach me how to dance

A fox trot above my head
A sock hop beneath my bed
A disco ball that's just hanging by a thread

I'd like to make myself believe
That planet earth turns slowly
It's hard to say that I'd rather stay
Awake when I'm asleep
'Cause everything is never as it seems
When I fall asleep

Leave my door open just a crack
(Please take me away from here)
'Cause I feel like such an insomniac
(Please take me away from here)
Why do I tire of counting sheep
(Please take me away from here)
When I'm far too tired to fall asleep

To ten million fireflies
I'm weird 'cause I hate goodbyes
I got misty eyes as they said farewell

But I'll know where several are
If my dreams get real bizarre
'Cause I saved a few and I keep them in a jar

I'd like to make myself believe
That planet Earth turns slowly
It's hard to say that I'd rather stay
Awake when I'm asleep
'Cause everything is never as it seems
When I fall asleep

I'd like to make myself believe
That planet Earth turns slowly
It's hard to say that I'd rather stay
Awake when I'm asleep
'Cause everything is never as it seems
When I fall asleep

I'd like to make myself believe
That planet earth turns slowly
It's hard to say that I'd rather stay
Awake when I'm asleep
Because my dreams are bursting at the seems

giovedì 5 novembre 2009

...Her name was Rome, and she took his heart away from mine...

Rassegnarsi alla realtà dei fatti.
Fare le persone adulte.
Rinunciare all'amore, per accogliere il buon senso.
Rinunciare alla vita.

Una continua lotta tra ciò che è giusto per te e ciò che è giusto per il resto del mondo.
Non andrà mai come credi o come vorresti.

Inutile tentare di convincersi che è giusto così.
Ti devi preparare a combattere, ogni giorno contro una realtà che non ti appartiene. Che non vuoi.
A sopportare il vento che ti soffia forte contro e che ti acceca. Le spinte dei passanti.
Per allontanarti dal tuo rifugio.
Dal tuo cuore.

mercoledì 28 ottobre 2009

Ecco dove prendono la carne x3


Mercoledì, solita breve uscita con i superstiti dell' H1N1 (si ha colpito anche noi u.u).
Destinazione McDonald's di Castelletto Ticino. Io Joshua e Max.

Soliti menù, tutti e tre Big Mac con annessi McNuggets, o come li chiamano in sicilia mecnigghits, o come li chiamo io McNiggah.

Si parla del più e del meno finendo a parlare di matrimoni (abbiamo incrociato una coetanea già sposata) e di come avremmo poi chiamato i nostri figli.

Ci avviciniamo alla Giutumobile, quando nella pezza di prato che affiancava il mio mezzo ecco apparire ai nostri occhi la sottovisualizzata bestia...



Li per li un po spaventati, viste le dimensioni (mezzo metro di lunghezza e circa 10-15 kg di peso) c'è stato chi ha inneggiato a modificazioni genetiche, chi al gatto di Giovanni. Quando ecco la realtà: li sotto c'è l'allevamento di Ronald :O ! Ecco l'origine della gustosa carne dei nostri amati cheeseburger u.u .

In seguito ad alcuni tentativi di avvicinamento (ce l'avevamo a due metri) la bestiola se l'è data a gambe, secondo noi per la presenza dell'addetto del Mc uscito con una fiocina dietro la schiena. Peccato, avrei voluto addomesticarla :3.

In ogni caso fonti autorevoli la descrivono come tipica lontra dei torrenti ticinesi.

:V

P.S. : Auguri ai miei che oggi han fatto 20 anni di MATRIMONIO.

lunedì 26 ottobre 2009

martedì 20 ottobre 2009

Il pipistrello e la donnola

L’inverno bussava alle porte come un testimone di Geova rivenditore autorizzato della Folletto quando un giovane pipistrello in volo, travolto da una gelida folata di vento, cadde stordito nella tana di una tigre.

“Il buon cielo è stato generoso con me! “ – esclamò incredula la belva feroce – “Non si contano più i giorni che son digiuna e questo dono dall’alto è una chiara prova dell’esistenza di Dio. O di qualunque altra sia la divinità monoteista che la sottocultura religiosa della famiglia dei felidi alla quale appartengo abbia deciso di venerare. Farò di questo pavido pipistrello un sol boccone.”

“Mia cara amica,” – sussurrò il pipistrello in un estremo impeto di vitalità – “per quanto non possa fare a meno di meravigliarmi nel constatare che due animali, peraltro appartenenti a due specie completamente diverse, stiano conversando in un italiano formalmente ineccepibile, ciò che più mi amareggia è scontrarmi con l’evidenza che nel titolo di questa favola non si faceva affatto riferimento a tigri del cazzo, quanto ad una più mite e gracile donnola.”

“Sono stata aggiunta in postproduzione per venire incontro alle esigenze del pubblico gay.” – giustificò imbarazzata la tigre, magistralmente interpretata da un convincente Tiziano Ferro – “Tuttavia l’idea di sopperire all’inedia dell’inverno sfamandomi col tuo tozzo corpicino mi solleva.”

“Mi duole non poterti essere di nutrimento, famelica fiera. Ma osservami meglio: forse che io ti appaia davvero come quell’appetitoso pipistrello che le tue fauci avevan già pregustato? Sono in vero un semplice topo.”

“Adesso che me lo dici mi stupisco io stessa di non essermene accorta anzitempo: sei realmente un umile e indifeso topo di merda. Va’ via dalla mia dimora, infido roditore! Torna a gozzovigliare nel liquame, fetido abitante delle latrine! Va’ via, topo di merda!”

“Che mi sia quantomeno concesso di ringraziarti per avermi fatto salva la vita con un modesto dono.” – propose il pipistrello ancora tremolante.

“Via di qui, spregevole pantegana. Via! Via!” – incalzò perentoria la tigre.

“Ebbene così farò. Possa il cielo punirmi se mai ancora ti arrecherò disturbo.”

“Via, putrida creatura! Via, topo di merda!”

“D’accordo, me ne vado. Ciao.”

“Ciao.”

Nello strisciar via da una cruenta fine, il malconcio pipistrello ebbe modo di pensare: “Il Fato mi ha davvero giocato uno scherzo beffardo, ma devo ringraziarlo per avermi risparmiato. Tornerò a casa, farò una doccia, berrò qualcosa e vedrò uno speciale del National Geographic sulla riproduzione delle commesse di Yamamay in cattività. O quantomeno è ciò che farei se solo non fossi un pipistrello del cazzo.”

Fu proprio in quel momento che un gigantesco falco predatore gli barrò la strada.

“Non hai più scampo, infima creatura. Una volta che ti avrò agguantato coi miei artigli rapaci farò di te un pasto frugale.” – implorò atterrito il pipistrello.

“Quella era una mia battuta, coglione.” – lo redarguì il falco – “La mia forsennata ricerca di cibo mi ha infine condotto ad un lauto premio: sazierò il mio stomaco con questo sudicio topolino.”

“Possa questa apparentemente disgustosa poltiglia di muschio, ramoscelli e Ricky Tognazzi che sto calpestando essermi testimone dello spiacere che provo nel dover contraddire la tua rinomata vista" – rispose il pipistrello che, completamente offuscato dal terrore, ormai diceva frasi a cazzo di cane – “ma ti prego, guardami con attenzione: come mai potrei apparirti un sudicio topo se come te altro non sono che uno stanco e affamato uccellino?”

“Mio caro, la tua rivelazione mi desta sorpresa. La mia fedele vista non dev’essermi più compagna, se solo poc’anzi ti ho scambiato per un laido e ripugnante topo di merda. Ma ti giuro che anche adesso che me l’hai detto e ti sto guardando meglio mi vien difficile riconoscere in te un animale a me vicino. Devi essere proprio un uccellino del cazzo, caro mio. Tuttavia voglio credere alle tue parole e ti farò salva la vita.”

“La tua magnanimità mi commuove.” – sussultò il pipistrello.

“Non ringraziarmi, amico uccellino. Ti chiedo anzi perdono per averti atterrito. Ma adesso va’ via. Via! Via!”

“Che mi sia quantomeno concesso di ringraziarti per avermi fatto salva la vita con un modesto dono.”

“Mio caro, la tua offerta mi rende lieto, ma col tuo modesto dono mi ci pulisco il culo. Va’ via, amico uccellino! Via! Via!”.

Nell’allontanarsi in volo dallo scampato pericolo, il pavido pipistrello pensò: “La mia ora non è ancor venuta, ma il Fato ci sta davvero cagando la minchia. Non vorrei certo trovarmi in una di quelle storie di merda dove lo stesso episodio si ripete tre volte prima di arrivare alla morale finale, come nelle barzellette zozzone dei preti con le battone.”

Fu proprio in quel momento che un’astuta donnola lo agguantò.

“Lasciami indovinare: tu sei la donnola” – suggerì il pipistrello.

“Mi fa specie che tu mi abbia riconosciuta.” – esclamò sorpresa la donnola – “Vivo all’ombra degli altri animali e la gente ignora le mie fattezze. Mi usano solo quando giocano a città, animali e cose. Siamo io e Domodossola. Mi illudevo di essere nota quantomeno per la mia folta proboscide e le mie branchie opercolate.”

“Di che animali ti nutri, sontuosa donnola?” – anticipò scaltro il pipistrello.

“Tu sei furbo, amico caro. Ma il mio cervello bulboso e i miei lucenti zoccoli palmati da donnola mi rendono più astuta di te. Quando la tigre ti ha braccato, riconoscendo in te uno sventurato pipistrello, tu l’hai tratta in inganno presentandoti come un umile topo di merda. Quando invece è stato il falco a farti preda, è accaduto quanto facilmente apprendibile dalle righe precedenti che non riporto a beneficio della fluidità del racconto. La tua viltà ti ha finora messo a riparo da una morte crudele, ma alla lunga ti ha condotto alla disfatta. Tuttavia ti risparmierò, perché tu possa trarre insegnamento da questa sventura e perché gastronomicamente parlando i pipistrelli mi fanno cagare.”

“Ti ringrazio per la clemenza, amica misericordiosa.” – sbarnazzò il pipistrello, sorpreso tanto dalla grazia ricevuta quanto dall’avere emesso un verso inesistente.

“Va’ via, pavido pipistrello. Non tornare mai più.” – lo congedò la nottola, tergendosi le lacrime con un tentacolo. Un tentacolo che aveva trovato per caso sulla credenza in cucina.

“Mi sia almeno concesso di ricambiare la tua bontà con un umile dono.”

“Va’ via, pipistrello di merda! Via! Via!” – intimò Domodossola, con un decreto approvato all’unanimità dal consiglio comunale, complice l’assenza in aula dei Verdi.

“Ho finalmente imparato la lezione.” – fece tra sé e sé il fortunato pipistrello lungo il sentiero del ritorno – “Non verrò mai più meno alle infime mie origini, ma userò la mia indole subdola e opportunista per garantirmi la sopravvivenza”.

Così si dimise da segretario dei Radicali e divenne il portavoce del Popolo delle Libertà.

La morale è che malcelare la propria natura per trarne vantaggio non è mai conveniente, perché prima o poi si viene scoperti. Tranne dalle tigri e dai falchi, che sono troppo coglioni.

giovedì 15 ottobre 2009

Barely breathing

Controcorrente, menter tutti avanzano io cammino all'indietro, cerco sostegno nei passanti ma non riesco a recuperare la strada... Finchè inciampo e cado di schiena. Rimango a terra, fisso il cielo.
Le nuvole si muovono, si scontrano, piove. Ma nessun sole ad asciugare.